Su
camion presi a noleggio, si trasportava il vino con botti da 3 a 7 ettolitri
di capienza.
Anche
se erano episodi saltuari, sono stati utilissimi per cominciare a farsi
un’idea e una prima esperienza nel settore del vino.
Nel
1948, Giambattista, il primogenito, avendo portato a termine il suo ciclo di
studi, era pronto per il suo inserimento nel mondo di lavoro. Nello, nel
frattempo, aveva continuato a lavorare in Marzotto e nel tempo libero dai
turni si dedicava alla nuova attività, coadiuvato dal figlio che si occupava
della contabilità e della vendita e consegna a domicilio del vino.
La
prima sede delle Cantine Soldà fu in via Montagna Spaccata nello scantinato
di Ottorino Urbani, dove il vino veniva venduto in piccoli fusti di legno di
capacità variabile da 30, 50 e 100 litri.

Nel
1953, la cantina da via Montagna Spaccata trasloca in via Silvio Pellico, dove
Nello aveva costruito la nuova sede costituita da uno scantinato e un piano
terra, avvalendosi dell’impresario Severino Sandri, che
qui volentieri viene ricordato per la sua competenza ed onestà. Giambattista,
come custode, dormiva in una camera del piano terra.
Per
fare lo scavo dello scantinato nell’inverno tra il 1952 e 1953 faticarono
non poco a causa del gelo, che aveva ghiacciato il terreno. Nello,
Giambattista e Marcello lavorarono di piccone, badile e carriola: una
faticaccia!
Nel
1957, Nello lascia il posto in Marzotto a favore del figlio Marcello, che
comunque, nel tempo libero, aiutava il papà e il fratello maggiore.
Sempre
nel 1957, lo scantinato e il piano terra vengono sopraelevati di altri due
piani e così tutta la numerosa famiglia di Nello lascia la contrada
Marchesini e si trasferisce in via Silvio Pellico.
Nei
primi anni ’60 Marcello comincia a lavorare in cantina a tempo pieno e
lascia la Marzotto.
Importantissimo
in questa fase iniziale dell’attività, l’aiuto dato da alcune persone,
che è doveroso menzionare: i futuri cognati di Giovanni Battista (Carlo,
Giuseppe, Bertino e Clemente) per l’aiuto “fisico”, e il notissimo
enologo Giuseppe Carlotto, che ha dato i primi, fondamentali insegnamenti per
la produzione e la lavorazione dei vini, indirizzando l’azienda a puntare
sempre ad una produzione di qualità, senza compromessi.

Nel
1967 anche il figlio Francesco, diplomatosi nel frattempo perito enologo, entrò
in azienda.

In
via Silvio Pellico, nel corso degli anni, le Cantine Soldà si sviluppano
anche dal punto di vista edilizio, fino all’attuale dimensione.
Ora,
nella gestione dell’azienda, si è aggiunta la terza generazione, composta
da Gaetano, Flavio, Paolo e Marco, coadiuvati dal prezioso lavoro dei tre
attuali collaboratori che è giusto ricordare: Simone, Renato e Anna. Una
menzione particolare, piena di simpatia e gratitudine, va riservata a Bruno
Perin, che per ben venti anni ha prestato il suo lavoro in azienda.
MEZZI
DI TRASPORTO
Dopo
il primo carrettino, elementare, simile a quelli che i ragazzini usavano per
fare le corse giù dalla pontara dei
Benetti, il secondo mezzo, con cui trasportare a domicilio i fustini e poi
le damigiane con il vino, fu un carretto con due ruote da bici predisposto per
essere agganciato alla bicicletta. Di questo modello ne sono state consumati
tre. Poi furono usati, in successione, tre Moton.
Il Moton aveva il
“vantaggio” di avere i pedali e quindi, quando il motore non ce la faceva,
si poteva aiutarlo pedalando. Anche di questi tre furono letteralmente
consumati. Seguirono tre Ape con il
cassone. Più importante fu l’acquisto del primo camion: un Ford da 10
quintali di portata.
VINO
Dapprima
venivano commercializzati il Clinto ed il Bacò, che poi vennero sostituiti
dai vini rossi Merlot e Cabernet; i bianchi invece erano il Tocai, il Pinot e
il Sauvignon.